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Mosaico bizantino raffigurante il Cristo pantocratoreCattedrale di Cefalù particolare di un campanileLa Cattedrale vista dall Rocca soprastante » Basilica Cattedrale
La Cattedrale vista da Piazza del Duomo La Chiesa è preceduta da un ampio sacrato elevato sul livello della piazza, al quale si accede per mezzo di una scalinata.
La facciata della cattedrale è rinserrata tra due possenti torri con monofore e bifore coronata da cuspidi di disuguale struttura: quella di destra, a forma di piramide, richiama la mitra del vescovo, e quindi la potestà religiosa; quella di sinistra, poliedrica, richiama la corona regia.
Un interessante motivo ornamentale, che impreziosisce l’esterno del Duomo, è la serie di archetti intrecciati che, a mo’ di corona, cingono la parte superiore. La parte inferiore presenta un profondo portico a tre arcate, la centrale a tutto sesto e le laterali ad arco acuto, sotto il quale si apre la “ Porta Regum”, porta dei Re, con bellissimo portale a cinque ghiere concentriche riccamente scolpite.
L’interno della Cattedrale è a croce latina con aula basilicale divisa in tre navate da due file di colonne: quattordici di granito rosa e due di cipollino.
Il soffitto a capriate presenta una decorazione pittorica unica nel suo genere, di chiara derivazione islamica, trasposta in contesto cristiano.
L’unica parte del monumento in cui fu realizzata la decorazione musiva è il presbiterio, databile al 1148. Essa ricopre l’abside e circa la metà delle pareti laterali.
La figura dominante è quella del Cristo Pantocratore che, dall’alto dell’abside, benedice con la destra alzata mentre regge con la sinistra il Vangelo aperto, sulla cui pagina si legge, in greco ed in latino: “ Io sono la luce del mondo, chi segue me non vagherà nelle tenebre ma avrà la luce della vita” . (Giovanni 8, 12)
Al centro, nel registro inferiore, è raffigurata la Vergine Orante elegantemente panneggiata e accompagnata da quattro arcangeli.
Nel secondo e nel terzo registro, ai lati del finestrone centrale, sono raffigurati, secondo un preciso programma teologico, gli Apostoli e gli Evangelisti. Nelle pareti laterali sono raffigurati i Profeti e i Santi.
Interessante, inoltre, la decorazione della crociera dove sono raffigurati quattro Cherubini e quattro Serafini.
Osservando la Cattedrale, nella sua totalità, si ha la sensazione che chi progettò questa chiesa volesse fondere Oriente e Occidente, cultura araba ed esperienze nordiche, cultura latina e bizantina; l’edificio infatti unisce con mirabile sincretismo, impianto basilicale e mosaici bizantini, strutture e decorazioni arabe e verticalismo nordico.
Tra le opere presenti all’interno della chiesa: una Madonna col Bambino, realizzata dallo scultore Antonello Gagini nel 1533, alcuni stucchi neoclassici e l’altare in argento della Cappella del Santissimo Sacramento.
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Museo Mandralisca: Ritratto d'ignoto, Antonello da Messina » Museo Mandralisca

Situato nella omonima via, il Museo Mandralisca nasce per volontà del barone Enrico Piratino di Mandralisca . Uomo “universale” per spirito ed educazione vissuto nel XIX sec che, alla sua morte, decise di lasciare alla città il suo patrimonio.
Il museo comprende una biblioteca di circa seimila volumi, ricca di cinquecentine, una vasta raccolta numismatica, i cui pezzi sono esemplificativi dell’arte della monetazione siceliota: dall’arcaismo maturo al periodo dei maestri monetieri. La pinacoteca raccoglie opere di vari epoca, tra le quali il famosissimo “Ritratto di ignoto” di Antonello da Messina.
Per quanto riguarda l’archeologia, tra i vari reperti, molti dei quali rinvenuti personalmente dal barone a Lipari, spicca il cratere a campana in cui è raffigurata la scena del Venditore di Tonno di manifattura siceliota del IV sec. a.C.
Circa duemila sono inoltre gli esemplari della collezione malacologia provenienti da tutto il mondo.
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Chiesa di Santo Stefano o del Purgatorio » Chiesa di Santo Stefano o del Purgatorio

La chiesa di Santo Stefano, detta anche del Purgatorio, per l’annesso Oratorio della Confraternita delle anime del Purgatorio, si affaccia sulla piccola piazza Giovan Battista Spinola. Il prospetto è caratterizzato da un ampio portale in pietra grigia arricchito da sculture in rilievo raffiguranti le anime purganti, cornici e maschere.
Vi si accede da una scalinata inizialmente ad unico invito, che, dopo un piano di riposo, si apre a tenaglia movimentando tutto il complesso architettonico tipicamente barocco.
La torre di destra è stata sfortunatamente deturpata da una costruzione di età posteriore; quella di sinistra, culminante in una cuspide, funge da campanile.
L’interno della chiesa, che presenta una forma rettangolare, è suddiviso in tre navate da due file di colonne monolitiche. Nella prima Cappella della navata è sepolto, in un sarcofago di marmo, uno dei personaggi più insigni della città di Cefalù: il barone Enrico Piratino di Mandralisca. In fondo alla navata centrale, sull’altare, campeggia un grande dipinto del 1813 raffigurante Cristo che impartisce l’eucarestia alle anime in pena.
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Chiesa di S. Maria della Catena » Chiesa di S. Maria della Catena

Edificata nel 1780 e dedicata a Maria SS. Della Catena o dell’Addoloratella, la chiesa presenta un elegante prospetto in tufo con una loggia sorretta da pilastri ed affiancata da due nicchie contenenti due statue e una terza nicchia con la statua della Madonna.
Il prospetto è completato dalla torre campanaria la cui base ingloba i resti delle antiche mura megalitiche della città.
L’interno della chiesa è particolarmente semplice con una sola navata e priva di abside e transetto.
Secondo la tradizione, i vescovi, nel fare il solenne ingresso nella diocesi, indossano i sacri paramenti in questa chiesa, prima di iniziare il corteo in città.
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Osterio Magno » Osterio Magno
L’Osterio magno, il cui termine indica il palazzo signorile della città, si trova sul Corso Ruggero, ad angolo con la via Amendola.
L’edificio consta di due parti risalenti a epoche diverse. Più antica, del 200 circa, è la parte bicroma (in pietra lavica e dorata) che si affaccia su via Amendola, impreziosita da due bifore. Adiacente a questa, la torre quadrangolare edificata nel 300 in cui si apre un’elegante trifora sormontata da un elaborato arco in stile chiaromontano.
Secondo la tradizione, l’edificio fu la residenza di re Ruggero e dal XIV sec. appartenne al casato dei Ventimiglia.
Inoltre, durante i lavori di ristrutturazione, sono venuti alla luce due ambienti riferibili ad abitazioni con un grande “pithos” contenente sessanta monete di bronzo che risalgono al IV sec.a.C. in cui da un lato è raffigurato un pegaso alato e dall’altro una piccola palma di dattero.
Il palazzo, oggi completamente restaurato, è adibito a spazio espositivo.
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Il Lavatoio Medievale » Lavatoio Medievale
Di probabile origine medievale, il lavatoio raccoglie le acque della sorgente Cefalino, annoverata dal Boccaccio nell’opera “ Il libro dei monti e dei fiumi del mondo ”.
Per una scalinata in lumachella si scende sino ad un vano, caratterizzato da basse volte dove l’acqua, sgorgando dalle numerose bocche lungo le pareti, defluisce tra le vasche scavate nella roccia e sfocia in mare attraverso una piccola cava sotto le abitazioni.
“ U ciumi” (il fiume), così chiamato dagli abitanti di Cefalù, veniva utilizzato sino a non molti decenni fa per la purezza delle sue acque decantata nel distico di Vincenzo Auria del 1655 riportato sulla parete della scalinata: “Qui scorre Cefalino, più salubre di qualunque altro fiume, più puro dell’argento, più freddo della neve”.
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Il Tempio di Diana
» Tempio di Diana
Il Tempio che sorge sulla Rocca è un misterioso rudere di struttura megalitica con architrave monolitico elegantemente modato, comunemente noto come il Tempio di Diana. L’edificio, sorto tra la fine del V e gli inizi del IV sec. a.C., è costituito da due vani caratterizzati da due porte architravate, simili alla principale, dislocati ai lati di un corridoio in fondo al quale si possono vedere i resti di una cisterna protostorica del IX sec. a.C. La cisterna, con copertura di tipo dolmenico, è costituita da otto grossi lastroni poggiati sui bordi della cavità e su una specie di architrave che grava su un pilastro centrale formato da quattro blocchi sovrapposti. Il Tempio doveva avere in origine una funzione sacra legata al culto delle acque, confermata dalla tipologia dei resti ad esso collegati e, insieme ai reperti rinvenuti nella grotta “delle Giumente” e nella grotta “delle Colombe”, sul lato est della Rocca, testimonia la presenza umana nella zona, ancor prima della nascita del centro urbano in riva al mare.
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Mura di fortificazione » Mura di fortificazione
Le mura di fortificazione costituiscono, insieme al Duomo, uno dei tratti più caratterizzanti della cittadina. Esse seguivano in basso la linea di costa per ricongiungersi in alto alla difesa naturale della Rocca.
Lungo la fortificazione si aprivano quattro porte, i quattro accessi alla città dei quali, oggi, è possibile vedere alcuni resti: “porta terra” a piazza Garibaldi, “porta dell’arena” o “porta d’ossuna” a piazza Cristoforo Colombo, “porta pescara” sul mare verso ovest e “porta giudecca”, presso la chiesetta di Sant’Antonio.
Particolarmente interessante si rivela la postierla, ubicata presso lo spiazzo con cui si chiude via Porpora al suo congiungimento con via Pierri. Essa fu aperta in questo punto per consentire agli abitanti dell’antica città di utilizzare l’acqua dolce che sgorga da una sorgente a livello del mare, alla quale si accede per mezzo di una scaletta intagliata nella scogliera.
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